Dal 5 al 7 Luglio L'Ardia di Sedilo

 

Ardia di Sedilo Prima PandelaFesta di San CostantinoL’Ardia di Sedilo è una delle feste più suggestive, coinvolgenti e attese della Sardegna.

 Inizia ufficialmente il 5 Luglio nel caratteristico santuario dedicato a San Costantino con la celebrazione della messa e si conclude la sera del 7 Luglio con la processione dei fedeli. 

Ma il momento più atteso e ricco di pathos è il 6 pomeriggio, quando, dopo aver ricevuto la benedizione del parroco, la “Prima Pandela” con il suo seguito di 100 cavalieri, daranno inizio ad una sfrenata e ardita corsa intorno al santuario, secondo un rituale evocativo ricco di simbologie antiche. - leggi tutto -

L’Ardia infatti rievoca la storia di Costantino I, l’imperatore romano che nel 312 sconfisse  Massenzio, nella battaglia di Ponte Milvio. Si racconta che la notte che precedette la battaglia Costantino sognò una croce con la scritta “IN HOC SIGNO VINCES” (con questo segno vincerai) e l’immagine di Cristo che gli indicava di mettere la scritta negli scudi dei combattenti.

La sconfitta di Massenzio ebbe molte ripercussioni positive per i fedeli Cristiani, in quanto Costantino una volta conquistato il potere, promulgò importanti leggi in favore della libertà di culto e pose fine alle persecuzioni nel confronti dei cristiani.

Sedilo, piccolo paese di circa 2.500 anime, adagiato sulla collina lungo le sponde del lago Omodeo, si anima in questi giorni di grande fermento, tanti saranno i pellegrini e i turisti, che arriveranno qui, attratti da questa bella festa, che conserva ancora oggi il fascino inalterato di una cultura arcaica. 

Una festa che rispecchia molto bene il carattere fiero, combattivo, forte e irruento delle genti delle zone interne della Sardegna.

Il calendario delle celebrazioni è ricco e prende l’avvio già dal 28 Giugno con il convegno”In Hoc Signo Vinces” continueranno il 29 con le prove della corsa di cavalli, per poi  dare il via alla vera festa che il 5 Luglio prevede la celebrazione della Santa Messa e dei Vespri e in notturna l’esibizione dei Cori Polifonici.

Il 6 Giugno, oltre alle Celebrazioni religiose che si susseguiranno durante tutta la giornata, alle 18,30 prenderà l’avvio la grande corsa equestre.

Genti da tutta la Sardegna arrivano per partecipare a questa grande festa folcloristica, un tempo anche affrontando lunghi percorsi a piedi, affollando tutta la collina che circonda la vallata, dove i molti turisti si mischiano ai residenti in un tutt’uno ricco di attesa e fermento.

Gruppi folk, bande musicali, esposizioni dei costumi tradizionali sardi, e naturalmente i fucilieri di Sedilo, accompagneranno la manifestazione durante tutti i giorni della festa. Così come non mancheranno di certo gli arrostitori di maialetti, capretti, cordule, tratalias e salsicce, ma anche muggini e anguille, grandi “schironate” che riempiranno l’aria di profumi inebrianti, e allieteranno la giornata con i gusti  tipici della tradizionale gastronomia sarda.

Il rituale della corsa è molto articolato e si ripete immutato tutti gli anni.

Già dall’inizio di ogni anno infatti il Parroco, seguendo l’ordine cronologico di iscrizione, designa “Sa Prima Pandela” (la prima bandiera), il capocorsa che dovrà guidare l’Ardia, incarico molto prestigioso a cui i cavalieri sedilesi si iscrivono con molti anni di anticipo e che necessita di grandi capacità e fermezza d’animo. Sarà lui a scegliere la seconda e terza pandela, i cavalieri che lo affiancheranno e difenderanno nell’impresa e che, insieme alle scorte (sas iscortas) da loro stessi designate, avranno il compito di impedire che il capocorsa venga superato dagli altri cavalieri che simboleggiano la paganità.

Ciò avviene, simulando la battaglia, anche con l’ausilio delle aste degli stendardi.

Ma solo il 15 Maggio, giorno della festa di sant’Isidoro, durante la messa verranno ufficialmente svelati i nomi delle tre Pandelas e delle scorte, che parteciperanno alla prima precessione solenne.

Rilevante è anche il ruolo dei fucilieri, che vengono scelti personalmente dal capocorsa, ed hanno il compito di caricare le cartucce a salve e di accompagnare i cavalieri, durante tutto lo svolgersi della festa, con colpi di fucile che dovranno simulare la battaglia, avvisare i fedeli dello svolgersi della festa e contemporaneamente guidare i cavalli nella loro corsa, perché non escano dal percorso stabilito.

Il pomeriggio del 6 luglio le “Prime Pandelas” con i cavalieri, si presentano alla casa parrocchiale per ricevere la benedizione degli stendardi, per poi avviarsi, insieme al sindaco, a due carabinieri in alta uniforme, alla banda musicale ed ai fucilieri. Spari a salve annunciano il loro passaggio in corteo per le strade del paese, fino alla bella Chiesa di San Costantino, il santuario di tufo rosa che sorge sulle pendici della collina, a poca distanza dal centro abitato.

Il corteo si ferma una volta giunto alle porte dell’area delimitata dal un caratteristico arco denominato “Su Frontighedu”, dove i partecipanti ricevono l’ultima benedizione da parte del sacerdote che a questo punto, accompagnato dal sindaco e dai carabinieri, si avvierà verso la chiesa. Saranno i fucilieri con i loro spari a salve, ad avvertire del loro arrivo. Solo ora, all’improvviso, a discrezione de “Sa Prima Pandela”, può iniziare la corsa che prevede il passaggio di tutti i cavalieri attraverso lo stretto arco, momento che richiede molta abilità e perizia e che spesso ha causato incidenti anche gravi a causa della velocità e dell’affollarsi in contemporanea di 100 cavalli e cavalieri.

E’ il momento più emozionante, quando tutti i cavalieri spronano i loro cavalli a correre tra la polvere, il rumore degli zoccoli, i cento cavalieri che si affollano e cercano di superare le pandelas che dal canto loro difendono le prime posizioni aiutati e protetti da “Is Iscortas”.  Sono i difensori della religione Cristiana, che difendono Costantino I° dalle milizie dei pagani guidati da Massenzio. La corsa prosegue così attraverso un sentiero sterrato, stretto e molto scosceso e ripido, fino a raggiungere il santuario, intorno al quale vengono effettuati da 5 a 7 giri, a discrezione della prima bandiera, con soste ripetute sul fronte della chiesa per farsi il segno della croce, fino a quando il capogruppo con una decisione improvvisa, ripercorre di corsa il tragitto che separa la chiesa da “Sa Muredda”, una croce circondata da un muretto, nello spiazzo antistante la Chiesa.

Alla conclusione della corsa, dopo la messa, i partecipanti si riavviano in corteo verso la casa sacerdotale dove avviene la riconsegna degli stendardi.

La mattina del 7 si ripete tutta la festa ma questa volta in un ambiente più intimo, con un’atmosfera più serena e raccolta, quasi una festa riservata ai veri amatori.  

Degna di nota e molto partecipata, specialmente dai giovani e dai bambini, è l’Ardia a piedi, che seguendo lo stesso cerimoniale, si svolge il giorno dell’ottava, il 14 luglio in un’atmosfera più allegra e familiare.